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sabato 23 maggio 2026

Edizioni del faro

Edizioni del faro: Anno 2030. L’umanità ha compiuto la sua transizione definitiva: ha barattato il cuore con la perfezione del silicio. In un mondo che ha scelto un sonno artificiale nei server, fuggendo da...

sabato 1 febbraio 2014

WALTER VETTORI AL TRENTINO BOOK FESTIVAL II EDIZIONE







Cari lettori vi allego il link dello spettacolo, dal titolo "Voci della città"(Walter Vettori e Marco Latino sotto la sigla "Spettacolo e Culture"), registrato in occasione della seconda edizione del Trentino Book Festival (giugno 2012).

http://storify.com/waltervettori/voci-della-citta

mercoledì 3 novembre 2010

OMAGGIO A RINO GAETANO




ALDIQUA' DEL BLU


Aldiquà del blu

ci sei sempre tu

che ti fermi a giocare

con il sale del mare.


Si è sporcato quel bianco

della veste nuova del Santo

agucchiata dal tempo

e dalla tecnologia;

zia Rosina si guarda

nello specchio del tempio

ed il vetro si è rotto

e mi metto un cappotto

perché fuori fa freddo

e c'è un cane che passa

fra il passaggio dei cani,

è un miraggio di mani,

la normalità.

A Pistoia si sfila

son più di centomila

ed il cielo di Rino

è sempre più blu.


Aldiquà del blu

ci sei sempre tu

che ti fermi a giocare

con il sale del mare.



Chi sei tu?

La pastasciutta al ragù

non la fanno più,

il condimento abbonda,

una nuova rotonda,

ma il traffico aumenta

per chi è morto in città.

Ahi Maria!,

presbiopia e nostalgia,

l'operaio della Fiat

parla il serbo e il polacco,

in tivù un nuovo pacco,

il notaio ha detto si.

Ti ti ti ti,

cancello le parole

che vagano da sole,

perché ho ombra e carne

e il relè dell'allarme

è scattato in città.


«Onorevole, scusi!»,

«Sua Santità, perdoni!»,

siamo triti bocconi,

per tutti quelli ...che banca è?

siamo le morti bianche,

siamo le facce stanche,

sopra l'impalcatura

siamo la paura,

schiacciati, stritolati,

trafitti, investiti,

sepolti, impigliati,

precipitati,

decapitati,

gassati, ammazzati

...assolti.



Aldiquà del blu

ci sei sempre tu

che ti fermi a giocare

con il sale del mare.


Alla stazione il Novecento,

lo striscione e il precario,

il Parlamento ed il puparo;

chi si finge buffone

mentre gioca a canasta,

fra slogan e cerone,

una vecchia che salta con l'asta.


La casta e l'innocenza

insania conoscenza,

la finta cieca, balla,

ma il popolo non suona,

della stalla e il fienile

solo un volo infantile;

le scarpe nel cortile,

oggi è venerdì,

ma i piedi sono pochi

prendiamoci un tassì.

Il 60 è in ritardo,

il 109 in officina

ha problemi di gasolina,

discorre il cellulare

l'auricolare canta

i miei sogni di anarchia.

L'utopia, una parola,

una mano, dieci euro,

i bagni della scuola

problemi con la spesa,

la stampa cerca casa

parole sulla spiaggia

ed il cielo di Rino

è sempre più blu.


Aldiquà del blu

ci sei sempre tu

che ti fermi a giocare

con il sale del mare.




Walter Vettori

diritto d'autore riservato